Ogni giorno trascorso è una fila di un libro di storia. La scriviamo noi attraverso il nostro modo di essere ed la nostra routine. Certi colori visuti dalle pagine dei libri sono pitturati con delle misure politiche. Quando il colore della dittatura è stato cancellato dalle mappe Est-Europee la gente è riuscita a sentire il profumo…[della fuga]. Passano gli anni e quel paese che una volta era “casa dolce casa” diventa l’imposibilita di ritorno. Quel paese che, oggi, vorrei chiamarlo EX Extra-Comunitario è la gioia del profumo perduto d’autunno.
Si sente nel aria il profumo di autunno?!? La città ci dà i colori ma si dimentica del profumo. Una passeggiata lungo le stradine strette dove il tempo non c’e. Si sente solo un piccolo rumore dalla caduta delle foglie. L’aria è come una volta fresca, pura ma un pò fredda.
Oggi i miei passi non sentono più il “tappeto” grigio cittadino ma i colori delle foglie: giallo cotogno, rosso mela, arancio arancia, rossastro l’uva, verde kiwi. Che profumo!?! aaaa… ma sono le castagne! Il vento trasporta i pensieri nelle favole d’infanzia. Quasi arrivati al fondo della strada e un uccello susura piano: “Che meraviglia il profumo d’autunno!”
Clik! è solo lo scatto di un fotografo nostalgico che conserva il sogno profumato di autunno.

















































